Nottingham Guardian - Amit, 'nuove terapie contro batteri resistenti promettono bene'

Amit, 'nuove terapie contro batteri resistenti promettono bene'

Amit, 'nuove terapie contro batteri resistenti promettono bene'

Tinelli, mortalità per infezioni gravi scesa dal 44% all'8-15%

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Dagli antibiotici di ultima generazione e a lunga durata fino alla terapia fagica, un trattamento che utilizza i batteriofagi, o fagi, per curare le infezioni batteriche. Sono alcuni delle opzioni terapeutiche al centro del 10° Congresso Amit-Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, presieduto da Antonella Castagna, primario dell'Unità Operativa di Malattie Infettive dell'Ospedale San Raffaele di Milano e direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali all'Università Vita-Salute San Raffaele, e da Marco Tinelli, infettivologo, componente del consiglio nazionale della Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e consulente del ministero della Salute. Tra i temi principali del congresso, che ha riunito a Milano 300 infettivologi e internisti a confronto su antibiotico resistenza, ambiente, HIV, Vaccini, Epatiti, arbovirosi, i nuovi antibiotici "reserve" che hanno determinato una significativa riduzione della mortalità nelle infezioni gravi, passando dal 44% a una fascia compresa tra l'8% e il 15%. Lo sottolinea Marco Tinelli, che avverte: "L'uso eccessivo di antibiotici favorisce lo sviluppo di resistenze, rendendo cruciale un impiego oculato di questi farmaci". L'antimicrobico resistenza è infatti considerato una "pandemia silenziosa", con impatti particolarmente critici nei reparti di terapia intensiva, dove i pazienti più fragili sono esposti a infezioni potenzialmente letali. "Alcuni batteri, come gli Enterobacterales resistenti, possono causare sepsi con un rischio di mortalità a 30 giorni fino al 15,4% nel caso del ceppo NDM, 8,1% per il KPC e 2,6% per il VIM" aggiunge Tinelli. Tassi elevati di mortalità si registrano anche per batteri come Stenotrophomonas maltophilia (42,9%) e Acinetobacter baumannii (37,7%). Tra le innovazioni terapeutiche, gli antibiotici long acting consentono somministrazioni più dilazionate, fino a una volta al mese. "Un'altra soluzione promettente è la terapia fagica - continua Tinelli - che utilizza fagi per attaccare i batteri senza effetti nocivi sull'uomo". Già impiegata con successo negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei, in Italia ha dato risultati positivi nelle infezioni ossee ed è stata recentemente valutata dall'Ema. Gli esperti, ricordano infine la necessità di un approccio "One Health" che integri salute umana, animale e ambientale. "Studi confermano la presenza di batteri multiresistenti nelle acque reflue - afferma Tinelli - rendendo necessarie misure di contenimento, dalla riduzione dell'uso di antibiotici negli allevamenti al miglioramento del benessere animale", conclude.

O.Ratchford--NG